Consigli per ridurre la frequenza di rimbalzo di una pagina web

porcentaje de rebote

Quando parliamo di frequenza di rimbalzo intendiamo la quantità di utenti che hanno abbandonato un sito web dopo aver visto solo una pagina. Quando il tasso di rimbalzo ha una percentuale molto alta ne possiamo dedurre che gli utenti non hanno trovato quello che cercavano o che il sito non offre le caratteristiche ottimali per loro.

Non tutti i siti web sono uguali né offrono lo stesso tipo di prodotti o servizi, per questo le aspettative riguardo la frequenza di rimbalzo della nostra pagina web devono essere realiste in base a quello che abbiamo da offrire.

Di seguito una guida dei valori medi del tasso di frequenza di rimbalzo in funzione del tipo di pagina:

  • Pagina web di servizi: del 10% al 30% 
  • Ecommerce: del 20% al 40%
  • Blog: del 70% al 95%
  • Pagine di atterraggio: del 70% al 90%
  • Siti di contenuti: del 40% al 60%
  • Servizi di lead generation: del 30% al 50%

Come ridurre la frequenza di rimbalzo di una pagina web

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Web design e usabilità
Poter contare su un design di impatto e che si adatti ad ogni tipo di dispositivo è un requisito fondamentale per ridurre la frequenza di rimbalzo.

Bisogna tenere presente che utilizziamo dispositivi sempre differenti per accedere ai contenuti, consultare, fare acquisti…Se il tuo sito web non è adatto, per esempio, ai dispositivi mobili, tutti gli utenti che usano questo strumento andranno perduti.

Anche l’usabilità è importante, utilizza un font e dei titoli che siano grandi, presta attenzione agli spazi bianchi, etc.

Velocità di caricamento
Ottimizzare al massimo la velocità di caricamento del sito aiuterà senza dubbio a ridurre la frequenza di rimbalzo.

Contenuti
I contenuti devono essere originali, differenti, con il tuo tocco personale (o quello del tuo brand), con un linguaggio e uno stile adatto al tuo pubblico e anche con un’estetica molto curata: titoli e sottotitoli chiari, immagini curate e di qualità, call to action, etc.

Se sarai capace di adattare i tuoi contenuti e personalizzarli per il tuo target di pubblico la frequenza di rimbalzo diminuirà.

Attira gli utenti giusti
Questo è un altro punto fondamentale. Non serve a nulla attirare molti utenti verso il nostro sito se non sono quelli giusti.

Per questo bisogna ricorrere alle parole chiave adeguate, non dimenticare i meta tag utili agli utenti che effettuano le ricerche, fare campagne pubblicitarie mirate, etc.

SEO: Las keywords son importantes, pero no lo son todo

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Quando ci troviamo di fronte a qualsiasi piano o strategia SEO, in maniera realista, dobbiamo sapere che una corretta analisi delle parole chiave è vitale per l’esito della strategia stessa. Tuttavia capita frequentemente di incontrare compagnie, clienti e persino professionisti ossessionati con le keywords nel SEO…Quel che è certo è che cadere in questa ossessione può rivelarsi controproducente perché può portare a pratiche obsolete e nel migliore dei casi, illegali per quelli che si spingono oltre, un buon esempio di questo è il keyword stuffing.

Non è mia intenzione elencare tutte le strategie poco raccomandabili però già che ho menzionato come esempio il keyword stuffing vorrei chiarire di cosa si tratta…

Il keyword stuffing è una black tecnica nell’attività SEO (ossia un’attività che tenta di migliorare il posizionamento all’interno dei grandi motori di ricerca, come Google, ricorrendo a tecniche poco etiche o che non corrispondono alle direttive dello stesso Google) attraverso la quale si tenta di redarre un testo il cui obiettivo è ottenere una grande densità di parole chiave per dare così più rilevanza a questa parola. Consiste molto semplicemente nell’introdurre la parola chiave con un’alta percentuale di volte nel testo in confonto al nuemero totale di parole che lo compongono.
E’ molto facile calcolare la densità della parola chiave. Per esempio se abbiamo un testo di 100 parole e introduciamo la parola chiave 5 volte, la percentuale è del 5%.

Quel che è certo è che non esiste una percentuale ideale di densità di parole chiave. Al momento di scrivere, un termine può apparire in maniera naturale nel testo con maggiore o minore frequenza. Tuttavia Google penalizza i testi che vengono manipolati affinché la parola chiave compaia il maggior numero di volte. Quindi fate attenzione!

Se ricorriamo alla tecnica di riempire di keywords il nostro sito o blog, inevitabilmente i nostri testi e articoli sembreranno artificiali, risulteranno più complicati da leggere e comprendere per gli utenti, Google se ne accorgerà senza troppi sforzi e finirà col penalizzarvi per questo.

Lo stesso accade per quei risultati che appaiono su Google il cui titolo e descrizione sono composti da liste di keywords…Questi contenuti sono soliti avere un minore CTR e una frequenza di rimbalzo più elevata.

Rispetto a questo e al mio modo di vedere e intendere questo mondo vi dico che:

  • Se non sei un esperto SEO e stai pensando di richiedere un servizio professionale diffida di quei professionisti e agenzie che ti promettono di farti comparire fra i primi risultati di ricerca in maniera facile e veloce. Le conseguenze di una prassi di questo tipo possono essere nefaste per la tua attività.

  • Se sei responsabile o hai qualcuno alle tue dipendenze che si occupa di questo aspetto assicurati che stia facendo un buon lavoro e che abbia e trasmetta pazienza prima di ottenere risultati.

  • Soprattutto: ricorda sempre che dietro ogni schermo c’è una persona, è a loro che ti rivolgi, quindi scrivi per le persone e non per i robots.

Comparire fra i primi risultati di Google, vanità o necessità?

aparecer primero en google

Non si può certo negare che esiste una stretta relazione fra la posizione di una qualsiasi pagina web e il ranking che occupa all’interno del più grande motore di ricerca utilizzato dalle persone, Google.

Di fatto, le prime tre posizioni del tanto ricercato ranking, in generale, sono quelle che ottengono il maggior numero di click. Ma bisogna anche dire che il fatto di apparire fra i primi risultati non sempre è garanzia di un aumento delle vendite.

Su Google ci sono due modi per apparire fra i primi risultati: la prima è pagare Google per i suoi link patrocinati mentre la seconda non include pagare Google, ma non è del tutto gratis.

Mi permetto di sottolineare quest’aspetto perché mi è capitato di sentir dire a molti professionisti che la SEO (che è la seconda forma di comparire fra i primi risultati) è gratis, ma quest’affermazione è quanto di più lontano possa esserci dalla realtà.

I servizi di un SEO professionista hanno un prezzo e per questo la SEO non è gratis. Ma anche se conosci le tecniche SEO e sei in grado di applicarele al tuo progetto dovrai necessariamente investirci tempo e lavoro, e questo significa anche denaro.

Detto questo, aldilà dei miti che circolano sul web, quel che è certo è che apparire fra i primi posti del ranking di Google non è garanzia del successo di un sito web né di un progetto. Questa è la dura, ma forse neanche tanto, realtà.

Come dicevo all’inizio è dimostrato che migliore è la posizione nel motore di ricerca maggiore è il traffico organico del sito web. Ma si parla comunque di traffico e non di vendite… Servono poco o a niente migliaia di visite se nessuna di queste si traduce in una vendita. Quindi ossessionarsi per occupare i primi posti all’interno di un motore di ricerca non è una buona idea, vediamo i motivi prinicpali:

  • L’ossessione può portare a qualcosa di negativo e dannoso per le imprese, perché ottenere di piazzarsi fra primi posti può richiedere un grande investimento, non solo in denaro ma anche in termini di tempo.
  • Il tempo investito nella vanità di voler apparire primi è tempo perso che poteva essere convertito in tempo produttivo se investito allo scopo di elaborare altre strategie e/o azioni più proficue ed efficaci, come per esempio, offrire agli utenti pagine e contenuti di qualità, opzioni queste che si convertono in un vero e proprio strumento per generare opportunità reali di business.

 

Analisi del tuo blog: come misurare i tuoi obiettivi

métricas blog

Chiunque si sia avventurato nella creazione e gestione di un blog desidera che questo sia ben visibile e letto dal maggior numero di utenti possibile. Il problema è che molte volte gli obiettivi non sono abbastanza chiari, né si è a conoscenza del tipo di utenti che leggono il blog o come trasformare questi utenti in lettori affezionati.

Oggi sono davvero tanti gli strumenti che abbiamo a portata di mano per analizzare il nostro blog, alcuni pensati apposta per offrire dati molto specifici e altri che si soffermano su elementi più generici.
Io mi concentrerò su Google Analytics, forse uno degli strumenti più completi è facili da utilizzare.

Chi ti legge?

I motivi che spingono ad aprire un blog possono essere molti…Indipendentemente da quello che è stato il tuo motivo, sono sicuro che ciò che vuoi è essere letto perchè più sarai letto più il tuo blog avrà successo. Ed è proprio da qui che devi iniziare ad analizzare, è fondamentale conoscere le visite che il tuo blog ottiene. Questa è una misura molto basica che ti sarà davvero facile conosce e ottenere grazie a Google Analytics.

Dunque non solo è importante sapere quante visite ottiene il tuo blog ma anche conoscere gli utenti che ti leggono…
Sono molti i dati che possiamo ottenere dagli utenti che ci leggono, ma per iniziare è importante sapere soprattutto da dove proviene il nostro traffico:

  • Motori di ricerca→ Grazie a questa informazione saprai se la tua strategia SEO funziona oppure no e in che modo la stai implementando.
  • Traffico diretto → Questo valore ti indica gli utenti che visitano il tuo blog inserendo il tuo indirizzo URL oppure quegli utenti la cui provenienza non si può decifrare.
  • Menzioni/link → Questo valore ti permette sapere se sei abbastanza menzionato oppure no, permette inoltre di conoscere l’esito della tua strategia sui social network.
  • Pubblico RSS → Questo dato indica gli utenti che si sono iscritti al tuo blog, questo significa che sono utenti realmente interessati ai tuoi contenuti. Misurando e analizzando questo dato conoscerai anche la capacità di attrazione del blog, per questo è un dato davvero molto importante.

Controlla la percentuale di rimbalzo

La percentuale di rimbalzo è un altro tipo di misurazione che Google Analytics offre e indica la percentuale di utenti che abbandonano il blog dopo aver letto un solo contenuto. Praticamente entrano, “consumano” il post e vanno via senza vedere altro.

Se gli utenti entrano e se ne vanno c’è qualcosa che non va. I motivi possono essere tanti: il contenuto, la grafica o il tipo di colore scelto per le pagine web…
Dopo aver effettuato le dovute analisi se la tua percentuale di rimbalzo è alta, analizza attentamente il tuo blog e effettua i cambiamenti che consideri necessari (prova a cambiare colori, il tipo di font, ripensa il blog, indaga o chiedi attraverso i social network che tipo di contenuti o post preferirebbero i tuoi utenti, aggiungi ai post link interni che rimandano ad altri contenuti del tuo blog, controlla la velocità con cui caricano le pagine, etc.)

Fissati degli obiettivi

Analisi e misure non servono a nulla se una volta visti i risultati non ci si prefissa degli obiettivi chiari:

  • Utilizza i dati con l’obiettivo di fidelizzare i lettori:
    Aiutati con i dati che ti offre Google Analytics (nuove visite e visite ricorrenti, numero di iscrizioni, frequenza delle visite e ritorno delle visite). Sviluppa una strategia in base a questi dati ponendoti obiettivi a lungo e medio termine.
  • Dirigi più traffico verso il tuo sito web o blog:
    Indipendentemente da quello che è l’obiettivo generale del tuo blog, devi sapere e tenere presente dove vuoi che si diriga il traffico. Analizza i post che più ti avvicinano al tuo obiettivo, analizza con attenzione per capire da dove arriva la percentuale maggiore di traffico, etc.
  • Quadro di comando per blog di Google Analytics:
    Gli utenti di Google Analytics possono realizzare una dashboard molto semplice per controllare quello che succede sul blog con le seguenti informazioni:
    ➤ Informazioni sulle visite
    ➤ Visitatori
    ➤ Provenienza delle visite
    ➤ Realizzazione degli obiettivi (appositamente inseriti sempre in Google Analytics)

Consigli per attirare traffico alla tua pagina web

tráfico web Attirare traffico di qualità verso il blog è uno dei principali obiettivi di qualsiasi strategia di marketing digitale. Ottenere buoni risultati in questo senso è importante, ma è anche molto importante fidelizzare le visite che arrivano al blog affinché non siano più semplicemente persone che passavano di là ma diventino lettori e utenti fedeli e followers del nostro lavoro.
Raggiungere questo obiettivo non è un compito facile perché una volta creati i tuoi articoli è necessario dare loro visibilità…Detto in altro modo è fondamentale generare link esterni per attirare traffico verso il blog in modo tale che il tuo lavoro acquisti visibilità.

Come attirare traffico verso il tuo blog in modo continuo?

1 Crea una buona strategia di parole chiave

Scegli molto bene le keywords. Gli strumenti per parole chiave di Google ci danno informazioni circa il volume di ricerca per le keywords che stiamo utilizzando e inoltre ci offre termini alternativi.
Questo dovrà accompagnarci durante tutta la nostra strategia!

2 Crea contenuto di valore

Devi tener presente che il contenuto è la base, quindi devi essere disposto/a a offrire contenuti di qualità in maniera costante e frequente. Questo è fondamentale per attirare traffico e ottenere audience.
Come abbiamo detto prima non basta solo attirare visite ma dobbiamo anche fidelizzare queste visite. Che gli utenti tornino a visitare il nostro blog è qualcosa che otterremo solo se ciò che offriamo è di qualità e cattura il loro interesse. Ti consiglio di:

  • Generare contenuti rilevanti, di qualità e in accordo con il tema del tuo blog e le parole chiave scelte.
  • Organizzare e strutturare tutte le informazioni in categorie e sottocategorie in modo tale che accedervi sia il più semplice possibile per gli utenti.
  • Non duplicare i contenuti, è una pratica che a Google non piace e che penalizza al momento di posizionare il nostro blog.
  • Curare la redazione e l’ortografia

3 Genera link verso la tua pagina web o blog

  • Scrivi commenti su altri blog
    Questa è una forma molto semplice di attirare il traffico verso la tua pagina web, perché ogni volta che commenti su altri blog insieme al tuo nome viene pubblicato un link (URL) verso la tua pagina web. Cerca sempre di lasciare commenti che siano interessanti e rilevanti, che richiamino l’attenzione degli altri utenti affinché si interessino di te. In questo modo otterrai diversi “click” sul tuo link.
  • Prendi contatti con altri blogger e proponi loro uno scambio di links
    Incontrerai sul web altri blogger relazionati con il tuo stesso tema. Prendi contatti con loro e proponi uno scambio di link.
  • Inserisci il link del tuo blog nelle directory
    Un buon modo di attirare traffico alla tua pagina web è quello di inviare la tua URL alle principali directoy.

4 Utilizza i social come fossero megafoni, in modo tale da far conoscere i tuoi contenuti, il tuo lavoro e attirare visite verso il blog.

  • Twitter

    Elabora una strategia anche per Twitter: quando e come twittare?

    • Le ore migliori per twittare sono mezzogiorno, le 17 e le 18.
    • Pubblicare in media fra 1 e 4 tweet massimo per ora ottimizza il CTR (Click Through Rate). Al contrario una maggiore quantità di tweet per ora lo riduce.
    • I giorni migliori per twittare sono al weekend e in mezzo alla settimana.
  • Google+ e il suo Author Rank

    L’AuthorRank è un valore in più che serve a Google per determinare se un contenuto è di qualità per le persone che sono dall’altra parte del motore di ricerca…Se la Page Rank indica quanta popolarità ha il tuo blog, il Google Author Rank indica quanta popolarità ha chi ha creato il contenuto.

    • Apri un profilo su Google+
    • Crea cerchie
    • Condividi i contenuti dei tuoi articoli fra le cerchie
    • Cerca di ottenere +1
    • Per ottenere un maggior numero di+1 andate su Google+ e dichiarate di essere autori di una determinata pagina web. E’ possibile verificarlo a questo link.
  • Pinterest

    Questo social network è cresciuto molto negli ultimi tempi e sta continuando a crescere con una grande velocità, quindi è il caso di tenerlo in considerazione. Qui più che mai è necessario aver cura delle immagini e dell’estetica perché si tratta di un social molto visuale. Ci sono due caratteristiche di Pinterest che lo rendono interessante per miglioare i risultati della nostra pagina web rispetto alle ricerche che gli utenti fanno nei motori di ricerca come Google o Yahoo:

    1. Ha un valore di page rank pari a 7: i link che partono da Pinterest verso qualsiasi altra URL sono tenuti in conto dai motori di ricerca in un modo più rapido ed efficace.
    2. I link che si aggiungono in Pinterest sono link “dofollow”: i motori di ricerca li considerano rilevanti, li seguono e li tengono presenti per il posizionamento.
  • Facebook, Instagram…

    Ci sono molti social network e non tutti sono uguali o servono per lo stesso scopo. Prima di scegliere o scartare uno di loro bisogna valutare attentamente quale o quali sono i social che apportano il beneficio maggiore in funzione delle tue attività e del tuo target di pubblico.

5 Configura la struttura delle URL

Configurare la struttura delle URL in funzione degli articoli e delle parole chiave è molto importante. Purtroppo WordPress inserisce in maniera automatica link di questo tipo: ‘latuapagina.com/?p=123’. Dal punto di vista della SEO e quindi del posizionamento  questa assegnazione automatica da parte di WordPress non va bene perché non beneficia delle keywors, che sono fondamentali per il posizionamento nei motori di ricerca. Google considererà migliore le URL del tipo ‘latuapagina.com/servizi’.

6 Fai in modo che il tuo contenuto possa essere condiviso facilmente

E’ molto importante che gli utenti possano condividere i nostri articoli o i nostri contenuti in modo semplice. Per questo non dobbiamo dimenticare di inserire i pulsanti dei social che permettono di condividere in un modo semplice, facile e rapido il contenuto della tua pagina web o del blog.

7 strumenti gratuiti per una rapida analisi SEO

SEO

Il posizionamento sui motori di ricerca, (specialmente sul colosso Google), è uno dei principali obiettivi di qualsiasi spazio sul web (se non IL principale).
Tuttavia, posizionarsi fra i primi posti dei motori di ricerca non è certo un compito facile…Non esiste una formula magica né si può conseguire in maniera automatica; richiede dedizione, tempo e conoscenze specifiche per ottenerlo.
L’analisi SEO è uno degli aspetti fondamentali al momento di lavorare sul miglioramento del posizionamento di un sito web.
E aldilà del fatto che quest’analisi deve essere fatta in modo frequente e approfondita, quel che è certo è che esistono molti strumenti (gratuiti!) che ci permettono di realizzare analisi web a livello piÙ generale e in un modo molto rapido che, in alcuni casi, momenti e circostanze, possono essere davvero utili.
Ti mosto 8 di questi strumenti gratuiti per un’analisi SEO rapida e alla portata di tutti:

WooRank

WooRank è uno strumento molto pratico e completo perché non solo offre una diagnosi generale (traffico, popolarità sulle reti sociali, provenienza geografica delle visite, ottimizzazione mobile, redirezionamento, grado di ottimizzazione del titolo e della descrizione, links in-page, keywords…tra i tanti dati), ma offre anche consigli agli utenti e suggerimenti che permettono di migliorare il posizionamento web in funzione dei risultati dell’analisi realizzata.
E’ molto utile per coloro che hanno bisogno di un’analisi generale ma obiettiva e allo stesso tempo che offre soluzioni pratiche per migliorare il posizionamento del sito web.

SiteLiner

Questo strumento è pensato per esplorare e trovare i contenuti duplicati, links non funzionanti, link interni…
La versione gratuita ha un limite di 250 pagine web. Se non superi questo limite può risultare molto utile. E se vuoi analizzare e mantenere sotto controllo questi contenuti duplicati che così poco piacciono a Google allora forse puoi fare un passo in più e acquistare l’opzione a pagamento.

MetricSpot

MetricSpot ha come obiettivo principale offrire un’analisi dei principali elementi SEO on-page e off-page. Una volta realizzata quest’analisi fornisce un punteggio complessivo della pagina web che va da 1 a 100. L’analisi fatta con questo strumento include anche la revisione del pagerank, il traffico, backlinks, redirezionamento, ottimizzazione mobile, ottimizzazione delle immagini, keywords e metatag, links interni, usabilità, popolarità sui social media…

E’ molto simile a Woorank, forse la differenza principale è che MetricSpot non offre consigli per migliorare.

Cognitive SEO

Questo strumento è più focalizzato nel realizzare un’analisi dei link in entrata e offrire, in base a questo, una diagnosi. Offre informazioni sul volume dei link ottenuti e persi, le pagine che collegano, dofollow e nofollow, l’autorità del sito, numero e fonte dello stesso…A grandi linee possiamo definire Cognitive SEO come uno strumento pratico e interessante se hai bisogno di riferimenti generali sui link esterni che puntano al tuo sito web.

Majestic SEO

Continuando con l’analisi dei link, Majestic Seo potrebbe essere uno strumento complementare perfetto rispetto a quello che abbiamo visto sin’ora, Cognitive SEO.
Con Majestic SEO possiamo realizzare un’analisi dei backlinks e della strategia di linkbuilding di un sito web. Questo, insieme allo strumento precedente, ci permette di ottenere un’analisi completa in questo senso.
La versione gratuita è limitata. E se hai bisogno di un’analisi approfondita dei backlinks puoi ricorrere alla versione a pagamento.

PageSpeed Insights

Questo strumento è focalizzato nella ricerca di tutti quegli elementi che condizionano la velocità di caricamento del sito e su come migliorare questo aspetto. Inoltre quest’analisi viene effettuata sia per l’accesso da dispositivi mobili che da pc.
Infine c’è un punto extra a suo favore: può contare sul sostegno di Google.
Oltre all’analisi e a tutti questi elementi, questo strumento offre anche consigli e suggerimenti che permettono agli utenti di correggere e ottimizzare il sito web per ottenere una velocità di caricamento accettabile.
PageSpeed Insights genera anche dei piccoli suggerimenti per migliorare la velocità di caricamento delle singole pagine.

WebMeUp

Questo strumento è gratuito solo durante il periodo di prova, della durata di 15 giorni. Sono sufficienti però per valutare i vantaggi che offre, che non sono pochi. Questo strumento è molto completo a livello generale. Offre dati su fattori SEO (quantità di pagine indicizzate su Google, storico del dominio, informazioni sul dominio, IP…), keywords e rankings, pages (dofollow o nofollow, links interni e esterni, errori…), backlinks, social media (quanto vengono condivisi i link sui social, offre dati sulla strategia nella rete sociale di pertinenza, etc.), è possibile collegarlo a Google Analytics per avere informazioni ancora più precise e complete…In definitiva è uno strumento molto completo che vale la pena valutare durante il periodo di prova. Successivamente, in base alle tue esigenze, deciderai se ti convince o meno e se vale la pena provare la versione a pagamento.

Le reti sociali possono aiutarti a migliorare la SEO?

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La necessità di essere presenti sui social media o social networks è oggi una realtà inevitabile quasi per tutti; specialmente quando parliamo di professionisti e imprese. I social networks infatti sono uno strumento basilare, fondamentale e fra i più potenti se quello che vuoi è migliorare il tuo posizionamento (SEO), questo ormai è un fatto.

Ogni caso è diverso, qualsiasi impresa e qualsiasi professionista si contraddistinguono per necessità e obiettivi diversi…
Qualunque sia la situazione questi strumenti sono tuttavia molto potenti, sia che ci si riferisca alla comunicazione di massa che a quella individuale, senza alcun dubbio rappresentano il vostro miglior alleato se volete migliorare il posizionamento web. Proprio per questo motivo dedicare ai social networks l’attenzione che meritano è importantissimo.
Se la domanda è: “I social networks possono aiutarmi a migliorare la SEO?”, la risposta è un sonoro sì. Bisogna tenere presente però che il mondo dei social media non è affatto semplice e bisogna considerare anche che non tutti i social funzionano allo stesso modo, né servono tutti per lo stesso scopo. Questo è il motivo per il quale studiare e scegliere i social media nei quali essere presenti può essere fondamentale per qualsiasi progetto, che sia un’attività, un progetto personale o altro. Non è necessario essere presenti in tutte le reti sociali, ma solo in quelle più adatte a seconda dell’attività, del nostro business, del nostro obiettivo e/o del pubblico al quale vogliamo rivolgerci.

Le reti sociali che oggi abbiamo a portata di mano sono tante, talmente tante che sarebbe impossibile citarle tutte e parlare di ognuna di esse, quindi mi limiterò a menzionare quelle più popolari e utilizzate:

Facebook

Il social network per eccellenza. Può contare su più di 1.000 milioni di utenti registrati.

Twitter

Subito dopo Facebook c’è la rete del microblogging del passero azzuro, con più di 500 milioni di utenti. La principale caratteristica di questo social è l’immediatezza che limita la comunicazione a 140 caratteri.

Youtube

La piattaforma audiovisuale di Google riceve niente meno che 3.000 milioni di visite al giorno.

Google+

Anche questa di proprietà del gigante Google. È per un certo verso molto simile a Facebook, in particolare per quanto riguarda la comunicazione. Ha 26 milioni di utenti, di cui più del 70% uomini.

LinkedIn

Senza alcun dubbio la rete sociale professionale per eccellenza. Il luogo perfetto in rete per i professionisti che vogliono entrare in contatto con altri professionisti.

Come puoi vedere la comunicazione è molto differente a seconda della rete sociale a cui ci riferiamo. Tuttavia se dobbiamo parlare a livello generale dei contenuti che funzionano al meglio per il posizionamento, oltre al fatto che devono essere contenuti di valore e qualità (questo lo diamo per scontato), sono questi e in quest’ordine:

  • Immagini
  • Video
  • Conversazioni
  • Contenuti di una pagina web o blog

Il potere della comunicazione attraverso le reti sociali è un fatto che non dobbiamo dare per scontato. E quando vogliamo posizionare il nostro spazio online è davvero un’arma potente.
Tenendo presente ad esempio che l’eCommerce sta aumentando, non dimentichiamo che quanto più in alto posizioniamo la nostra pagina web sui motori di ricerca, più visite riceverà…e questo si può tradurre, fra le altre cose, in vendite.

Il mio consiglio è questo: se hai un sito web o un blog (che sia aziendale o personale), comincia a lavorare al suo posizionamento e se non sei su internet, come si suol dire, non esisti.
Cosa aspetti a entrare nel mondo digitale?