4 consigli per migliorare il tuo personal branding

marca personal

Che cos’è il personal branding?

Ľ economista Tom Peters viene considerato il precursore del termine “personal branding”, un concetto nato come tecnica per trovare lavoro.

Oggi, il personal branding consiste nel gestire un profilo personale come se fosse un brand. Per questo al momento di mettere in pratica la nostra strategia di personal branding ci confrontiamo con obiettivi e metodi molto simili a quelli utilizzati per gestire qualunque brand: bisogna stabilire degli obiettivi, è necessario avere un piano e un tono di voce ben definito, cercare quei valori che fanno la differenza relativamente alla propria competenze e, naturalmente, un portfolio di prodotti e servizi.

I motivi che rendono il personal branding molto importante in ambito professionale sono tanti: aiuta persone e professionisti a conoscersi, dà slancio agli imprenditori al momento di sviluppare i loro progetti, permette a professionisti di trovare lavoro, etc.

Il personal brandig è così importante a livello professionale che è raccomandabile prendersene cura ogni giorno…Per questo ti suggerisco quattro semplici idee che ti possono aiutare a gestirlo e migliorarlo:

1.Comprendi l’importanza e la rilevanza del tuo personal branding

Prima di iniziare a gestire al meglio la propria strategia di personal branding bisogna necessariamente comprenderne a fondo l’importanza. Risulta imprescindibile essere a conoscenza del fatto che avrai bisogno di trovare e mostrare il tuo valore aggiunto, quello che ti differenzia da tutti gli altri.

2. Crea un piano di personal branding

Condividiamo in continuazione informazioni su noi stessi e questo fa si che le altre persone, anche se non te ne rendi conto, ti riconoscono per i tuoi tratti personali, quelli che hai solamente tu e che lasci vedere attraverso queste informazioni, ed è proprio da queste che poi traggono le loro conclusioni. E’ molto importante conoscere quello che gli altri percepiscono di te e verificare che rispecchi esattamente ciò che sei in realtà o, viceversa, che li induca a farsi un’idea completamente sbagliata.

Un buon modo per capire come funziona questo flusso di informazioni è ricorrere allo Schema di Johari, uno strumento creato da Joseph Luft e Harry Ingham.

Questo strumento si divide in quattro parti:

  1. Zona pubblica 
    Sono le informazioni che condividiamo liberamente e consapevolmente con gli altri.
  2. Zona segreta 
    Sono le informazioni che conosciamo solo noi, sono completamente estranee agli altri e noi ci assicuriamo che continuino a essere così.
  3. Zona cieca 
    Sono le informazioni che sfuggono al nostro controllo. Questo accade perché le persone osservano e elaborano le proprie conclusioni su di noi senza però metterci al corrente di ciò che pensano. Ed è proprio qui che si trova il pericolo, essendo informazioni che non controlliamo potrebbero essere sia di natura positiva che negativa.
  4. Zona sconosciuta
    Si riferisce alle informazioni che non controlla nessuno, né noi né gli altri. Potrebbe essere, per esempio, un comportamento concreto davanti a determinate circostanze con le quali ancora non ci siamo confrontati, o qualche talento che non abbiamo ancora scoperto.

Conoscere e avere il controllo di tutte le informazioni che circolano sul nostro conto è fondamentale per poter gestire in maniera corretta la nostra strategia di personal branding. Proprio in base al controllo delle informazioni sarà possibile sviluppare strategie e azioni per cambiare o migliorare.

3.Cura la tua comunicazione e sii coerente

La comunicazione è un aspetto fondamentale della gestione del personal branding. Se ti viene facile esprimerti, scrivi in un modo eccellente o domini i social media, allora senza dubbio hai molto a tuo favore. Ma non dimenticare o ignorare le tue convinzioni e i tuoi valori, per quanto bene puoi esprimerti, se non tieni presente questo, è probabile che le tue azioni non concordino con ciò che trasmetti.

Prenditi il tuo tempo per conoscerti bene…Il tuo obiettivo deve essere quello di minimizzare i tuoi punti deboli e potenziare invece quelli di forza. Rifletti bene su ciò che ti rende speciale e ti permette di fare la differenza e poi raccontalo a tutti.

4.‘Dare’ è la forma migliore di comunicare

‘Dare’ è un’azione che, oltre a migliorare la tua comunicazione, si ripercuoterà in maniera positiva anche sul tuo personal branding…

Non dimenticare di ringraziare i tuoi utenti e lettori, sempre in maniera sincera e senza esagerare, perché un semplice “grazie” può significare molto. Condividere attraverso il web le tue competenze e conoscenze riguardo a un tema specifico è un modo perfetto per rafforzare il tuo personal branding…Esistono molti modi e cose da dare, sii generoso in questo senso.

8 abitudini che ti aiuteranno a dire addio alla procrastinazione

procrastinación

Procrastinare, è una parola che proviene dal latino procrastinus  che significa “differire, rimandare“.
Quando la utilizziamo in un contesto lavorativo dobbiamo essere consapevoli che le conseguenze derivanti dal rimandare il lavoro o gli impegni pendenti possono portare solo a cattivi risultati, malessere, angoscia e anche perdita di credibilità davanti a colleghi o clienti.

Lasciarsi trascinare dalla procrastinazione farà diminuire la produttività. E’ per questo che risulta molto importante lottare contro questa cattiva abitudine…
Con questo post vorrei darvi alcuni consigli per affrontare e controllare, volta per volta, la procrastinazione.

  1. Fissati degli obiettivi
    E’ dimostrato che fissarsi mete da raggiungere, sia a breve (di giorno in giorno, settimanali, etc.), che a lungo termine, è un metodo molto efficace per creare reazioni a catena che motivano verso il successo. Inoltre se queste mete hanno alcune di queste caratteristiche la motivazione a raggiungerle aumenterà ancora di più:
    ➢ Specifiche: Evita che siano troppo generiche, queste mete devono essere chiare e concrete affinché incitino all’azione.
    ➢ Accessibili e realiste: E’ importante che le mete siano accessibili. Tuttavia neanche troppo facili o prive di importanza, perché raggiungerle deve contribuire a un reale progresso.
    ➢ Sempre in positivo: i risultati saranno migliori se queste mete contribuiscono ad avvicinarsi all’obiettivo piuttosto che evitare impegni.
  2. Abbatti la barriera del minuto -1
    Il minuto che precede il momento di iniziare a lavorare è il più pericoloso. Se riesci ad abbattere l’enorme barriera che questo minuto porta con sé allora gran parte della battaglia contro la procrastinazione sarà vinta e tutto sarà molto più sopportabile.
  3. Prendi decisioni e condividile
    Nel prendere decisioni farai in modo che nel tuo cervello si imponga la parte pianificatrice rispetto a quella impulsiva. Prendere un impegno con te stesso/a è importante, però se vuoi evitare rischi: comunica e condividi le decisioni che prendi. Renderle pubbliche farà in modo che sia molto più difficile non rispettarle.
  4. Evita tentazioni
    Tenere a distanza le distrazioni riduce la loro forza motivazionale e ritarda la soddisfazione che producono. E’ necessario mettere degli ostacoli fra il lavoro e le distrazioni per evitare che ti impediscano di essere produttivo.
  5. Prendi nota di tutte le tue idee
    Abolire i pensieri è complicato e accade spesso che pensiamo a qualcosa proprio quando ci obblighiamo a non farlo. Per questo motivo quando ci vengono in mente delle idee che non hanno nulla a che vedere con i nostri impegni lavorativi di quel momento il modo migliore per evitare di distrarci è quello di annotarle. Tieni sempre a portata di mano un quaderno degli appunti o un app sul telefono che ti permetta di annotare tutte le idee, in questo modo le leverai dalla testa mentre stai lavorando, eviterai la procrastinazione e potrai utilizzarle e pensare a loro al momento giusto.
  6. Cerca sempre il lato positivo
    Cerca sempre di trovare la parte buona e positiva di ciò che non ti piace, trasforma mentalmente quegli impegni che sembrano così tediosi e associali a qualcosa di bello, questo aumenterà la  motivazione. Inoltre concediti un premio quando riesci a concludere gli impegni lavorativi, anche questo aiuterà a potenziare la tua soddisfazione.
  7. Non concederti scuse autopermissive
    ‘Comincio domani…’, ‘per un giorno in più non succede nulla…’, ‘solo 5 minuti su Facebook e poi continuo…’, etc. Queste affermazioni che sono piuttosto scuse non ti aiuteranno ad avanzare né a creare un cambiamento positivo.
  8. Visualizza gli obiettivi che desideri raggiungere
    La paura aumenta le possibilità di fallire nelle cose che desideriamo ottenere. Tuttavia mostrare un’attitudine positiva, visualizzare situazioni affinché si attivi la nostra mente e generare immagini come se ciò che desideriamo fosse realtà..sono tutte azioni che ci fanno fare un passo avanti verso il raggiungimento della nostra meta.

La ricompensa a tutti i tuoi sforzi: come monetizzare il tuo blog

cómo monetizar un blog

In questa occasione vi parlerò di come convertire il traffico della nostra pagina web o del blog in clienti o potenziali clienti…
In un post precedente vi ho spiegato come attirare traffico verso il vostro blog per farvi conoscere o far conoscere il vostro brand, mentre in quest’altro post vi ho parlato di alcune tecniche per misurare il traffico. Adesso vi chiederete: a cosa ci servono tutte queste visite?

Ultimamente si parla molto di engagement (ossia la misura dell’interazione degli utenti con un brand: comenti, tag, retweet, like…). Tuttavia il vero engagement di un brand sono le sue conversioni (ossia quegli utenti che si convertono in clienti o potenziali clienti).

Esistono diverse forme per monetizzare un blog o una pagina web:

Potenziando la vendita del prodotto o del servizio

Nel caso in cui il blog sia un blog aziendale che offre ai lettori prodotti oppure servizi allora l’obiettivo sarà quello di potenziare le vendite.

Un blog aziendale che genera con costanza contenuti di interesse per il suo target riesce a mantenere alto il livello di interesse e soprattutto ottiene che il suo pubblico visiti con frequenza il blog. Questo può far si che i lettori si convertano in utenti che si interessano in maniera diretta a quello che l’azienda ha da offrire.

Anche i social network giocano un ruolo fondamentale nel processo di conversione, non solo per attirare traffico verso il blog, come ho già detto nel post precedente, ma anche per essere utilizzati come strumento che permette sia di ampliare la vostra community sia di generare fiducia. Non dimentichiamoci che i social network ci permettono un contatto diretto col cliente, a tu per tu, con una comunicazione quasi immediata.

Attraverso la pubblicità sul blog

E’ possibile monetizzare un blog personale? Certamente! E’ possibile monetizzare qualsiasi blog o pagina web, ma tutto dipende dal numero di visite che si ottengono.

Il semplice fatto di poter contare con un gran numero di visite quotidiane sul blog già permette di avere benefici economici…e si possono ottenere in molti modi; per esempio:

  • Annunci diretti
    Se il tuo blog può fare affidamento su un grande traffico, puoi offrire un servizio di pubblicità attraverso i banners. Questa è una pratica molto comune sui blog (fare pubblicità ad alcuni sponsor che si abbonano con una quota mensile, trimestrale o annuale in cambio appunto di un banner sul blog)
  • Articoli patrocinati
    Anche questa è una pratica molto comune..Un’azienda paga affinché un blog, che considera di riferimento per il suo target, pubblichi articoli nei quali si parla dei suoi prodotti o servizi.
  • Affiliate Marketing
    Si tratta di piattaforme che permettono di guadagnare denaro vendendo nel tuo blog prodotti e/o servizi per conto terzi. Un buon esempio di Affilate Marketing è la piattaforma Clickbank.
  • Google Adsense
    E’ un metodo semplice e gratuito che permette a qualsiasi editore di siti web di ottenere guadagni attraverso la pubblicazione di annunci di Google segmentati nei suoi siti web. Si può utilizzare anche per offrire la ricerca di Google ai propri utenti e ottenere così un beneficio economico attraverso gli annunci che si mostrano nelle pagine dei risultati di ricerca.

Google Adsense da buoni risultati su quei blog e siti che possono fare affidamento su un alto volume di traffico, quindi, se ancora non ti trovi in questa situazione ti suggerisco di aspettare per non “sporcare” la tua pagina web con annunci pubblicitari che alla fine non ti garantiscono entrate consistenti.

Il metodo più adatto per monetizzare un blog dipenderà dai prodotti e/o servizi che si offrono, dalla sua attività, dalla sua filosofia, dal traffico web che genera, dalla nicchia alla quale si rivolge, etc.

Le possibilità sono tante e sono a portata di mano, ognuno sceglierà quella che meglio si adatta al suo sito web o alla sua azienda o che da risultati migliori in termini economici.

Come tutte le attività questo processo richiede tempo e costanza. Una volta che la tua pagina web avrà un certo volume di traffico potrà realmente trasformarsi in una buona fonte di denaro extra.

 

Analisi del tuo blog: come misurare i tuoi obiettivi

métricas blog

Chiunque si sia avventurato nella creazione e gestione di un blog desidera che questo sia ben visibile e letto dal maggior numero di utenti possibile. Il problema è che molte volte gli obiettivi non sono abbastanza chiari, né si è a conoscenza del tipo di utenti che leggono il blog o come trasformare questi utenti in lettori affezionati.

Oggi sono davvero tanti gli strumenti che abbiamo a portata di mano per analizzare il nostro blog, alcuni pensati apposta per offrire dati molto specifici e altri che si soffermano su elementi più generici.
Io mi concentrerò su Google Analytics, forse uno degli strumenti più completi è facili da utilizzare.

Chi ti legge?

I motivi che spingono ad aprire un blog possono essere molti…Indipendentemente da quello che è stato il tuo motivo, sono sicuro che ciò che vuoi è essere letto perchè più sarai letto più il tuo blog avrà successo. Ed è proprio da qui che devi iniziare ad analizzare, è fondamentale conoscere le visite che il tuo blog ottiene. Questa è una misura molto basica che ti sarà davvero facile conosce e ottenere grazie a Google Analytics.

Dunque non solo è importante sapere quante visite ottiene il tuo blog ma anche conoscere gli utenti che ti leggono…
Sono molti i dati che possiamo ottenere dagli utenti che ci leggono, ma per iniziare è importante sapere soprattutto da dove proviene il nostro traffico:

  • Motori di ricerca→ Grazie a questa informazione saprai se la tua strategia SEO funziona oppure no e in che modo la stai implementando.
  • Traffico diretto → Questo valore ti indica gli utenti che visitano il tuo blog inserendo il tuo indirizzo URL oppure quegli utenti la cui provenienza non si può decifrare.
  • Menzioni/link → Questo valore ti permette sapere se sei abbastanza menzionato oppure no, permette inoltre di conoscere l’esito della tua strategia sui social network.
  • Pubblico RSS → Questo dato indica gli utenti che si sono iscritti al tuo blog, questo significa che sono utenti realmente interessati ai tuoi contenuti. Misurando e analizzando questo dato conoscerai anche la capacità di attrazione del blog, per questo è un dato davvero molto importante.

Controlla la percentuale di rimbalzo

La percentuale di rimbalzo è un altro tipo di misurazione che Google Analytics offre e indica la percentuale di utenti che abbandonano il blog dopo aver letto un solo contenuto. Praticamente entrano, “consumano” il post e vanno via senza vedere altro.

Se gli utenti entrano e se ne vanno c’è qualcosa che non va. I motivi possono essere tanti: il contenuto, la grafica o il tipo di colore scelto per le pagine web…
Dopo aver effettuato le dovute analisi se la tua percentuale di rimbalzo è alta, analizza attentamente il tuo blog e effettua i cambiamenti che consideri necessari (prova a cambiare colori, il tipo di font, ripensa il blog, indaga o chiedi attraverso i social network che tipo di contenuti o post preferirebbero i tuoi utenti, aggiungi ai post link interni che rimandano ad altri contenuti del tuo blog, controlla la velocità con cui caricano le pagine, etc.)

Fissati degli obiettivi

Analisi e misure non servono a nulla se una volta visti i risultati non ci si prefissa degli obiettivi chiari:

  • Utilizza i dati con l’obiettivo di fidelizzare i lettori:
    Aiutati con i dati che ti offre Google Analytics (nuove visite e visite ricorrenti, numero di iscrizioni, frequenza delle visite e ritorno delle visite). Sviluppa una strategia in base a questi dati ponendoti obiettivi a lungo e medio termine.
  • Dirigi più traffico verso il tuo sito web o blog:
    Indipendentemente da quello che è l’obiettivo generale del tuo blog, devi sapere e tenere presente dove vuoi che si diriga il traffico. Analizza i post che più ti avvicinano al tuo obiettivo, analizza con attenzione per capire da dove arriva la percentuale maggiore di traffico, etc.
  • Quadro di comando per blog di Google Analytics:
    Gli utenti di Google Analytics possono realizzare una dashboard molto semplice per controllare quello che succede sul blog con le seguenti informazioni:
    ➤ Informazioni sulle visite
    ➤ Visitatori
    ➤ Provenienza delle visite
    ➤ Realizzazione degli obiettivi (appositamente inseriti sempre in Google Analytics)